Torniamo al campo. Lucarelli “Canà” e la ricerca del gol di Davis “Arì”

Torniamo al campo. Lucarelli “Canà” e la ricerca del gol di Davis “Arì”
Antonio Torrisi
Torniamo al campo, non tralasciando però ciò che gli ruota attorno. Che lo vogliate o no, il vintage vince sempre. Ha quel potere eccezionale di far tornare indietro il tempo perso e quel sapore “evergreen” che ti fa riflettere sul senso dei cambiamenti generazionali: alla fine a cosa sono serviti? Il calcio però non fa testo: i film sul calcio neanche. “Evergreen” Oronzo Canà lo è da quando è uscito “L’allenatore nel pallone”: quale dei due? Ah, dite che è uscito anche il secondo? Ritorniamo a noi: “evergreen” è anche il parallelismo Aristoteles-attaccante del Catania che ha perso momentaneamente il vizio del gol. Che si chiami Caetano o che si chiami Davis.
Tra i due però ci sono alcune sostanziali differenze: in primis la guida tecnica. “Ritrovare il filo rosso” per Davis Curiale significa anche ritrovare la strada del ritorno grazie alla ricongiunzione, spirituale e non, con l’allenatore che più tra tutti è riuscito a farlo rinascere nelle vesti di bomber, rispetto ad un passato da esterno o da seconda punta. Frosinone escluso. In seconda analisi lo storico sportivo al Catania: aver fatto bene statisticamente in rossazzurro in una stagione “normale” (e la prima dal ritorno in Serie C non si può considerare tale) è sicuramente un elemento differenziale in un ipotetico parallelismo. La verità è che se la storia di Caetano Calil al Catania è bella che passata, chiusa, archiviata, quella di Davis Curiale è ancora aperta, viva e da scrivere.
Con questo cosa vogliamo dire, che Davis è il nuovo Caetano? Che il destino dell’attaccante di Colonia è già irrimediabilmente segnato? Parola, anzi musica a Cristiano Lucarelli che, rispetto a Pino Rigoli, pur con la cuffietta in testa alla Lino Banfi, deve trasformare la “saudade” di Davis, nostalgia negativa del ritorno al gol, in potenzialità positiva: “Davis, Davis… Davis adesso dorme qui… sognar, sognar: e speriamo che domenica vuoi segnar…”, proprio come Oronzo, ma più efficace di Pino. Cristiano sembra essere l’unico che può riaccendere Curiale: con il cuore, con la testa. Con l’unica cosa che ad un attaccante come Davis non manca mai: la voglia di rendere eterno l’attimo. Il gol nella sua essenza più pura.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.