“Trabocchetto” Bisceglie: tra tabù e passato, a cosa pensa Lucarelli?

“Trabocchetto” Bisceglie: tra tabù e passato, a cosa pensa Lucarelli?
Antonio Torrisi

Un girone dopo è di nuovo Bisceglie: la prima di Lucarelli al Massimino dal suo ritorno al Catania, l’inizio di un percorso molto lungo e un periodo pieno di dubbi. Oggi sembra essere cambiato il mondo, vero, ma la gara contro gli nerazzurrostellati consegna sempre spunti di riflessione e banchi di prova niente male.

Per questo motivo vale la pena riavvolgere il nastro e tornare a due stagioni fa: prima esperienza di Cristiano Lucarelli sulla panchina del Catania e prima sfida al Ventura dopo vent’anni dall’ultimo precedente. La formazione rossazzurra si giocava tanto in una sfida all’inseguimento di quel Lecce che alla fine conquistò la promozione in B, e riuscì anche a passare in vantaggio grazie alla rete del miglior Barisic visto in terra etnea, salvo poi essere raggiunta nel finale tra mille polemiche legate alla direzione arbitrale. Adesso torniamo allo scorso anno: gara strana, giocata a ritmi bassissimi e decisa dallo svarione di Pisseri che regalò la rete decisiva a Starita. Insomma: bastano gli ultimi due match in terra pugliese per presentare al meglio il “trabocchetto” Bisceglie.

Tra i tanti pensieri che frullano nella mente di Cristiano Lucarelli, quindi, ci sarà senz’altro quello di sfatare un tabù che dura da tredici anni e che due stagioni fa gli costò, insieme ad altre partite, punti importanti per la vittoria del campionato. Dovrà farlo senza Rizzo e Mazzarani, squalificati, ma almeno potrà contare sul rientro di Calapai dal primo, che in qualche modo riequilibra le cose in mediana con l’avanzamento di Salandria. Un altro elemento che può dire la sua è proprio Maks Barisic: non certo la sua stagione fin qui, e Lucarelli stesso, ai nostri microfoni, ha fatto intendere che vederlo al Massimino nel breve potrebbe essere difficile per tematiche ambientali legate alla capacità di risposta del ragazzo. Il match del Ventura, anche sulla scia di due anni fa, potrebbe essere quello giusto, ma bisognerà valutare le sue condizioni fisiche. C’è, però, che dopo un girone Lucarelli se la può comunque giocare con una spinta differente e andarsi a prendere punti dal valore simbolico non indifferente, magari con un colpo di testa (stavolta non di Ebagua) o una zampata che in un momento simile serve sempre.

Antonio Torrisi

Redattore Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League. Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.