Tre gol su cinque da palla inattiva, il Catania scopre le sue torri

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Pubblicato: 16:14 - 9 Ottobre, 2018


Nel calcio moderno, deciso e caratterizzato sempre con maggior frequenza dalla fisicità e dalla corsa, è diventato fondamentale possedere dei giocatori in grado di decidere le partite con una giocata individuale: una punizione diretta, un calcio d’angolo, una punizione dalla trequarti o dalle corsie laterali. Sempre più partite vengono indirizzate da situazioni analoghe, grazie ai piedi educati di interpreti in grado di telecomandare la sfera esattamente sulla testa dei compagni o, in alternativa, in angoli irraggiungibili per i portieri.

Quest’anno, il Catania, ha cercato di impostare il proprio percorso anche in base a questo: portarsi in casa ragazzi “grossi” e con una spiccata dote per le zuccate, preferibilmente difensori. Pensiamo ad Aya la scorsa stagione, a Bogdan (poi andato via) e, quest’anno, a Silvestri e ad Esposito. Tutta gente in grado non soltanto di ricoprire abilmente il proprio ruolo nelle retrovie, ma anche di dare il proprio contributo in zona gol, indirizzando partite bloccate e caratterizzate da difese chiuse, come spesso è capitato – e capiterà – al Catania.

I risultati, per adesso, hanno dato ragione alle volontà del tecnico Andrea Sottil che, grazie al lavoro del duo Lo Monaco – Argurio, ha avuto a disposizione i difensori “goleador” che voleva.

Già tre le reti dei rossazzurri di testa su calcio piazzato, con le reti di Silvestri – decisiva a Rende per il 2-1 finale -, Biagianti e Aya, queste ultime nella vittoria per 3-0 casalinga contro la Vibonese.

Se poi al tutto aggiungiamo il piede fatato di Francesco Lodi, ecco che otteniamo un mix letale che porterà l’ennesimo beneficio a una squadra già di per se costruita per non avere rivali in serie C. Sottil si sta già sfregando le mani e, in attesa del supporto dei due attaccanti, si gode le sue torri e le loro capacità di decidere le gare.