Un Catania forte passa da una mediana forte

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Pubblicato: 13:32 - 14 Settembre, 2019


Antonio Torrisi

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Fautore del calcio "romantico", si appassiona al mondo del giornalismo sportivo sin da piccolo, seguendo le telecronache in TV e iniziando così a coltivare il sogni di essere, un giorno, in cabina di commento in occasione di una finale di Champions League.

Dal 2015 entra a far parte di Catanista, avventura che lo porta ad esordire persino in radio: altro sogno nel cassetto, conservato da bambino.
Antonio Torrisi

Se è vero che un’idea forte ha bisogno di uno spirito determinante altrettanto forte per essere portata avanti e concretizzata, nel calcio questo concetto necessita di altri fattori attributibili solo ed esclusivamente alle qualità e alla capacità di adattarsi dei singoli giocatori. Per questo motivo la gara contro la Viterbese per il Catania rappresenta una prova importante: per riprendere in mano quanto di buono fatto vedere nelle prime due sfide e per ridare equilibrio al gioco che mister Camplone vuole mettere in pratica. A partire dalla mediana.

SCELTE OBBLIGATE – C’è da fare una premessa, prima di procedere: a causa dei diversi infortuni rimediati a Potenza, soprattutto per quel che riguarda il reparto offensivo, al Massimino la squadra rossazzurra dovrà optare per alcune scelte quasi obbligate a centrocampo. Con Catania e Sarno out, Camplone dovrebbe puntare su Mazzarani nel tridente d’attacco se quest’ultimo sta bene, anche perché il tecnico etneo lo vede come un esterno, sottraendo un’alternativa alla mediana: a ciò si aggiungono l’indisponibilità di capitan Biagianti e il reintegro di Rizzo che, però, com’è noto deve seguire un percorso di inserimento diverso rispetto ai compagni. Con Lodi che scenderà in campo in cabina di regia, quindi, i dubbi sono relativi a quattro giocatori per due posti da titolare: Llama e Welbeck a sinistra, Dall’Oglio e Bucolo a destra.

DALL’OGLIO AGO DELLA BILANCIA? DEVE DARE DI PIU’ – Proprio di Dall’Oglio bisogna discutere, come sicuramente in settimana avrà fatto anche mister Camplone. Un giocatore come l’ex Brescia è sicuramente quello che serve per legare le due fasi, offensiva e difensiva, del reparto mediano, ma non quello visto al Viviani domenica scorsa. Ha gamba, si nota, ma adesso tocca a lui: se riuscirà a dare equilibrio alle scelte, sia in materia di inserimenti che di costruzione della manovra, che anche di copertura, Dall’Oglio può diventare realmente l’ago della bilancia del centrocampo del Catania. Ma lui sa che deve dare di più, anche perché è stato acquistato per questo.

VELOCITA’ ED EQUILIBRIO – E di equilibrio si parla anche a livello generale: per giocare a calcio come vuole Camplone, bisogna trovare il mix giusto nel tridente mediano. Un centrocampo che deve essere dinamico e veloce: velocità nella giocata che corrisponde a un nome e un cognome che è Francesco Lodi che, per essere incisivo, ha bisogno anche del movimento a breve distanza dei compagni per evitare la soluzione lunga. Di conseguenza la mezza’ala di turno deve garantire equilibrio e spinta, nel velocizzare la costruzione della manovra e allo stesso tempo nel ripiegare a protezione della difesa. A partire da domani, dal confronto contro un’altra squadra che gioca con la difesa a tre e che, in qualche modo, aspetterà che il Catania compia un passo falso per far male. E lì la formazione di Camplone potrà fare, invece, ciò che non ha fatto con il Potenza e ritornare a sorridere.